L'informatica al servizio dell'arrangiamento e della composizione musicale
Home Page
Basi
Basi Speciali
Risorse
Preferiti
Aggiornamenti sito
GuestBook
Upload
Ricerca
Contatti
Accesskey
Home Page
Band-in-a-Box
Il progetto
Parliamo di etica
Un po' di psicologia
Entriamo nei dettagli
Audio
Passiamo ai risultati

Metodologie

Mp3 Demo
Video manuali
Io e le RealTracks
Analizziamo le RealTracks
Lo Stile Ibrido
Modificare uno Stile
Songs: impostazioni
Songs: acrobazie
Songs: frammenti
Creare un nuovo Stile (da Midifile)
Nuovi Stili: Intro
Nuovi Stili: Downloads

Crea la tua Band

Una Band nel Web!
Diritti d'autore

Punti di vista estremi

Interpretazione musicale
Il Blues

Utilità

admin[at]seranto.it
Consiglia queste pagine
Allunga la vita di queste pagine
BiaB files (archivio zip)
Testi del sito (doc)
Testi del sito (pdf)

Link esterni

Scarica qui Adobe Reader
Firefox, un Signor browser
Giorgiotave social network

Link musicali (esterni)

Carlos Santana
B.B. King
Guitar Backing Tracks
Guitar BT
Free Jam Tracks
GuitarManiac
Radio Romantica
Radio Vasco

Gli amici (link esterni)

Rudy Rotta
Mario Fasciano
Morblus Band
Bifo Band
Eze's Band

Diritti d'autore

I nostri doveri verso gli altri autori e i Diritti di un autore

La prima cosa saggia che si potrebbe voler fare per comprendere l'argomento è visitare il sito della SIAE, purtroppo la maggior parte di noi non ha molta confidenza con le forme tipiche usate nella compilazione dei testi di leggi e regolamenti, per questo si finisce sempre col rimanere con qualche incertezza e magari proprio sui dettagli che più ci interessano. Inizia a questo punto una deprimente ricerca di coloro che si sono già posti le medesime domande e con la speranza che abbiano ricevuto risposte certe, chiare e professionali da qualcuno sufficientemente qualificato. I forum possono essere ottimi contenitori di richieste d'aiuto o chiarimenti, ma non sempre altrettanto validi consiglieri.
Per esempio ho letto di persone ancora convinte che suonare in pubblico nuovi arrangiamenti autoprodotti di brani famosi, renda esenti da obblighi verso gli autori, oppure che caricare in un proprio sito web delle canzoni copiate da un CD Audio regolarmente acquistato in un negozio non sia illegale (considerando quest'operazione come una copia a proprio uso personale).
Quest'ultimo caso diventa un reato per il fatto stesso di copiare una canzone nell'Hard Disk del computer server che ospita le pagine del proprio sito, se consideriamo poi che permetteremmo ad un potenziale di milioni di persone di accedere al sito e di scaricarsi il brano . . .

In sostanza ho l'impressione che esista una certa confusione in merito, non nascondo che anch'io nutro delle perplessità a causa di un tipico alone di nebulosità che sempre mi avvolge dopo la lettura di una qualsiasi delle leggi vigenti nel nostro paese, quasi fossero un intenzionale bagaglio per tutte le stagioni, pronto per ogni sorta di clima, o meglio ancora un tessuto elastico che cambia forma in funzione di chi lo indossa. Accoglierò a braccia aperte ogni informazione, consiglio o correzione su queste mie valutazioni alle quali però devo chiedere di portarmi comunque ad un ragionamento conclusivo, giusto per dissipare il senso di disagio, e per ottenere ciò ancora una volta ho chiesto aiuto alla mia coscienza.

Viviamo un'epoca alquanto strana, da una parte gli inarrestabili vertiginosi progressi tecnologici, dall'altra i sorprendenti regressi sociali e culturali, un rapporto inversamente proporzionale e temo difficilmente convertibile.
Il guaio è che noi stessi, nella mente e nell'anima, ci contaminiamo assorbendo questa malsana tendenza. La moda dello scaricamento facile e dell'uso degli mp3 catalizza l'attenzione di tutti, relegando nell'angolo più nascosto altri aspetti non meno importanti del fare e ascoltare musica.
Siamo quasi tutti consapevoli del fatto che se copiamo un CD Audio di un qualsiasi musicista professionista e lo diffondiamo attraverso Internet, commettiamo un reato, indipendentemente da quante persone poi realmente scaricheranno sul proprio PC il nostro CD pirata. Non dimentichiamo però, che non è la materia di cui è composto il contenitore ad essere protetta, ma il contenuto artistico, la creazione dell'autore, i sacrifici cui si è sottoposto per far conoscere e per divulgare la sua opera. Anche se la riproduciamo eseguendola personalmente, magari riarrangiandola, l'idea iniziale (il colpo di genio) è del suo legittimo compositore.
Quindi suonare in pubblico (e non importa se per una persona o per mille) oppure registrare su CD per mettere a disposizione poi nel Web una composizione protetta dai diritti d'autore può non essere, da un punto di vista legale, una colpa minore di quella cui mi sono riferito nell'esempio del CD pirata.

So che si potrebbe scrivere ancora molto su questo argomento: potremmo parlare dei prezzi esagerati dei CD Audio e dei biglietti per i concerti; potremmo discutere a lungo su ipotetiche responsabilità delle case discografiche o della stessa SIAE, ma non voglio approfondire questi aspetti del problema perché desidero principalmente consigliare a tutti di fare il possibile per essere sempre dalla parte della ragione, solo chi è nel giusto riesce a gridare al mondo le ingiustizie, ed a testa alta.

Per essere pignoli: siamo sicuri che quell'incertezza sull'aver compreso questo o quel cavillo legale non sia dovuta talvolta ad un tormentoso desiderio (giusto per tranquillizzare la coscienza) di trovare da qualche parte una conferma che tutto sommato possiamo fare ciò che vogliamo?

Infine l'ennesimo consiglio: i siti web che permettono di caricare la nostra musica non sono tenuti a controllare la paternità della medesima, ma nelle Condizioni di utilizzo che mettono a disposizione per la lettura nel momento della Sottoscrizione dell'Accordo, accennano sempre al fatto che siamo noi legalmente gli unici responsabili di quanto carichiamo sui loro Hard Disk, quindi pubblicate pure nel Web tutta la musica che desiderate, ma:
se è vostra musica non sarete mai dalla parte sbagliata.

Prendo spunto proprio dall'ultima frase per aggiungere che se invece siete autori di una qualsiasi opera (musicale, letteraria, teatrale, cinematografica, ecc.) la prima decisione che dovreste prendere è stabilire se volete tentare di ottenere dei guadagni dalla vostra fatica o se preferite accantonare questa possibilità.
Nel primo caso non siete obbligati ad iscrivervi alla SIAE o ad un'analoga società straniera, ma potrebbe convenirvi perché essa curerà per voi alcuni dei vostri interessi economici, anche se perderete un po' di libertà nell'uso della vostra stessa opera.
Se preferite curare personalmente la diffusione della vostra creazione, anche a rischio di non guadagnarci niente, o magari proprio perché non volete trarne profitti, avete tutto il diritto di farlo.


Seppur modificata ed aggiornata varie volte (l'ultima modifica risale al Dicembre 2007), in Italia è tuttora in vigore la:

LEGGE 22 Aprile 1941 n. 633:
Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.

Questa legge nell'Articolo 6 sancisce che:

Il titolo originario dell'acquisto del diritto d'autore è costituito dalla creazione dell'opera,
quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

E ancora nell''Articolo 12, comma 1:

L'autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l'opera.

Tutto questo significa che solo voi avete il diritto di decidere se e come volete proteggere la vostra creatura.

A questo punto non mi resta che consigliarvi di approfondire la conoscenza delle
Licenze Creative Commons



Home Page
Basi
Basi Speciali
Risorse
Preferiti
Aggiornamenti sito
GuestBook
Upload
Ricerca
Contatti
Accesskey
Torna in alto