Punti di vista estremi, il Blues
Cercando di definire un qualsiasi genere musicale inizieremmo probabilmente con banali frasi del tipo: “è uno stile musicale …” oppure “è un genere musicale …”, ma volendo definire il Blues, sconfinare dagli aspetti tipicamente tecnico-musicali ed artistici per addentrarci in un'analisi più o meno approfondita degli aspetti culturali e sociali legati alla nascita ed alla crescita di questa musica, è inevitabile, e semplicemente perché il Blues non è solo musica.
Potremmo semplificare al massimo sostenendo che il Blues è uno stato d'animo, e come tale, condiziona i nostri atteggiamenti, il nostro modo di vivere e, ovviamente, il nostro modo di cantare e suonare. Tutta la musica moderna pone le sue fondamenta su un'amalgama composta anche da un'indispensabile essenza di Blues.
Sicuramente suonare una Bossa non ci lega alle forse inevitabili 12 battute di una classica composizione Blues, e magari può riuscire difficile anche “mettervi dentro” le tipiche “blue note”, ma se suonando una Bossa riusciamo a trasmettere, e a far recepire a chi ascolta, le nostre emozioni, il nostro “stato d'animo” … anche con una Bossa abbiamo suonato un po' di Blues.
Le prime automobili sono state costruite per essere utili all'uomo come mezzo di trasporto e non avevano lo stereo, oggi non riusciamo ad immaginare un'auto senza un aggeggio che ci permetta di ascoltare voci o musica ma, nonostante ciò, continuiamo a chiamarle automobili. Con questo intendo dire che, anche se le radici del Blues si sono sviluppate su un giro armonico di 12 battute, non vedo ostacoli nel poter chiamare Blues brani costruiti su 18 o 42 battute, ed è altrettanto significativo che molta musica (anche famosa) pur se scritta sul giro di 12 misure non ha proprio niente da spartire con il Blues. È il musicista, con la sua esecuzione, con il suo tocco, che crea quell'atmosfera tipica che rende subito distinguibile e classificabile il brano che stiamo ascoltando.
Provate ad esercitarvi ad improvvisare su una base musicale (non importa in quale stile), fatela suonare una decina di volte consecutive. Probabilmente vi accorgerete che tendete a ripetere gli stessi fraseggi e linee melodiche con molta, a volte troppa frequenza. Quando riuscirete ad improvvisare almeno 3 o 4 volte sulla stessa base suonando come fossero composizioni totalmente diverse, vorrà dire che, in uno stato di assoluta sintonia tra la vostra mente, l'anima, le mani, lo strumento, le vostre emozioni saranno riuscite a trasmettersi attraverso le note, belle o brutte che siano.
Nel corso della giornata, con il trascorrere dei minuti e delle ore, le nostre condizioni psicofisiche cambiano, in continuazione, e ritengo fondamentale per un musicista riuscire a sviluppare la capacità di trasmettere queste alterazioni anche nella musica suonata o cantata, solo in questo modo si riuscirà sempre a produrre emozioni e a calamitare l'attenzione dell'ascoltatore.
Questo, secondo il mio parere, è suonare Blues. Probabilmente non saranno le sonorità “rurali” cui siamo stati abituati dai grandi del passato, che continuiamo ad apprezzare, sarà Blues del XXI secolo, riverniciato, moderno, con lo stereo, l'airbag, il navigatore satellitare, ma sarà sempre Blues, perché Blues non è solo musica, è un “qualcosa dentro” che “viene fuori” suonando.
Buona riflessione!
