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(Periodo di pubblicazione: Dicembre 2006)

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Gli arrangiamenti prodotti da software automatici non sono ricchi di quei silenzi cui mi sono già riferito, non vi si trovano facilmente nemmeno rallentamenti o crescendo, talvolta e soprattutto se usiamo generatori di solisti e melodie, si possono sentire passaggi con grappoli di note non proprio gradevoli. Alcune melodie possono sembrare addirittura fuori tono, però questo non è vero dato che il programma è stato istruito per comporre frasi in sintonia con le regole della composizione musicale.
Mi spiego meglio: è il nostro cervello a percepire i suoni (attraverso gli organi dell'udito), e riconosce gradevole quello che è stato abituato a percepire, e nella maniera in cui è stato allenato a farlo, indipendentemente dalle regole.
Se aggiungiamo a questo l'eredità di razza ne concludiamo che se cerchiamo di determinare dei principi per classificare e catalogare ciò che può piacere e ciò che può non piacere, rischiamo d'impantanarci in un labirinto d'ipotesi e teorie.

Cos'è l'eredità di razza? non certo una nuova sorta di Clan dedito al ridimensionamento del genere umano, direi che quasi senza rendercene conto tutti noi ereditiamo dai nostri predecessori un insieme di comportamenti, per lo più istintivi, di sentimenti e di relazioni (verso gli altri simili, verso la natura e gli oggetti che ci circondano), di capacità e metodo/abitudine all'uso dei nostri sensi.
Ad esempio: perché un Blues suonato o cantato da un uomo di colore di New Orleans è un Signor Blues, mentre se lo canta o suona un 20enne nativo di un'isola del Mediterraneo potrà al massimo essere buona musica? E perché un 80enne nativo dell'India potrebbe rischiare l'infarto ascoltando un intero vecchio LP dei Sex Pistols mentre io nativo Italiano se ascolto musica sacra Indiana per risvegliarmi dalla catalessi devo fare la doccia sotto alla Moka?

Portando un esempio più tragicamente attuale, perché in Medio Oriente gli uomini si uccidono, come hanno fatto i loro padri con i padri dei loro nemici, ed i padri dei loro padri hanno fatto la stessa cosa, e così via da secoli?
Tutto ciò, dalla capacità artistica al comportamento applicato sia alle arti che alla vita di tutti i giorni, per finire alla capacità di amare ed odiare, è nel sangue degli esseri umani, si tramanda, si eredita, di generazione in generazione, e probabilmente il nostro pianeta non durerà abbastanza a lungo da veder affievolirsi queste diversità, o scomparire del tutto queste eredità di razza.

Questo lungo discorso per tentare di chiarire il senso di un mio pensiero tanto banale quanto inconvertibile: quando suoniamo uno strumento musicale, quando ascoltiamo altri suonare, o quando ascoltiamo il risultato di un'elaborazione fatta da un software, quello che risulta piacevole al nostro cervello è totalmente svincolato da ogni regola di composizione musicale.

 



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